Lettera ai campionati Tec:”Ci riprenderemo il nostro calcio e lo faremo presto”

Il Presidente Emanuele Trementozzi lancia un grido di speranza

“In un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, lo sport sembra essere, almeno a livello amatoriale, il pensiero meno dominante.

Ma, scavando nell’animo di migliaia di ragazzi in tutta Italia, sono certo che manca e non poco. Perchè, come diceva Arrigo Sacchi: Il calcio è la cosa più importante tra quelle meno importanti. Figuriamoci in un mondo, come il nostro, dove nella maggior parte dei casi si paga di tasca propria per giocare e la passione viene prima di tutto.

Non essere oggi, su quel campo che ci ha sempre visti protagonisti, è dura e difficile da accettare. Manca lo spogliatoio, l’abbraccio dopo un gol, la discussione per un passaggio sbagliato o un rigore non assegnato. Manca tutto, anche l’errore umano di un arbitro. Manca la voglia di sentirsi vivi, manca la sensazione di sentirsi importanti per qualcun altro: i propri compagni di squadra.

Manca l’avversario, manca il custode dell’impianto con il quale, prima di giocare, si scambiano volentieri due parole. Manca preparare la distinta, distribuire i numeri di maglia, indossare quella divisa appena piegata. Manca sentirsi il Ronaldo della serata o il Ferguson della stagione. Manca, ahimè, quel temuto cartellino giallo per un fallo o rosso per qualche parola di troppo.

Manca tutto, il bello e il brutto, perché ci manca il calcio. E non ci sono soldi che tengano quando c’è la passione, perché non c’è sogno che svanisca davanti la cruda realtà. E’ per questo, amici della Tec, che bisogna farsi forza e sacrificarsi ancora per un po’. Nessuno ci ha tolto il calcio, ce l’hanno semplicemente nascosto per un po’ di tempo.

E noi, presto, ce lo riprenderemo”.

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